Le tragedie delle donne afghane nei murales di Shamsia Hassani

Le tragedie delle donne afghane nei murales di Shamsia Hassani

Shamsia Hassani la street artist afghana che ha superato Banksy. La mostra alla biblioteca di Donnas.

In Afghanistan, si sa, essere donna vuol dire non avere vita facile. Se per di più si è artista, dipingendo i muri per strada, si rischia anche la morte. Shamsia Hassani proviene dal Paese più pericoloso del mondo, è una donna, è una street artist. Ed è la protagonista della mostra organizzata dal Zonta Club Aosta Valley, con il supporto dell’Associazione Forte di Bard, inaugurata il 12 aprile scorso, nella biblioteca di Donnas. “E’ l’artista che cattura la voce e la luce delle donne afghane, e le restituisce al mondo sotto forma di murales.” Così l’annuncia ai presenti arrivati per l’iniziativa, Laura Pia Lodi, presidente dell’organizzazione internazionale di sole donne, presente in 63 paesi con 1200 club e 29 mila socie.

La mostra, arrivata alla sua quarta tappa, dopo Roisan, Saint Marcel e Champdepraz è arrivata a Donnas, e proseguirà poi verso Gressan, Courmayeur e Aosta. “E’ intenzione del club, sempre con il supporto dell’Associazione Forte di Bard, far viaggiare questa mostra fino al 25 novembre, che è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e quindi farle fare questo viaggio nel nostro territorio.” Fa sapere la presidente del club, che si occupa principalmente di violenza, di occupazione e anche di sostegno alle giovani meritevoli, attraverso delle borse di studio, sia a livello di scuola superiore sia a livello universitario.

Shamsia Hassani e la questione femminile

Shamsia Hassani è una donna coraggiosa, “è visionaria e veramente amante del suo paese” sottolinea Laura Pia Lodi, che illustrando i dipinti dai colori intensi della giovane, spiega come ella in questo modo, stia dando voce e speranza alle donne, in un paese in cui, le donne la voce e il futuro non ce l’hanno più. Classificata come una delle 10 street artist migliori del mondo, migliore anche del misterioso Banksy, considerato prima del suo arrivo, il maggior esponente, la giovane afghana, classe 1988, ha uno stile unico con capacità artistiche molto forti.

Credo che ci siano molti che dimenticano tutte le tragedie che le donne devono affrontare in Afghanistan. Ecco perché uso i miei dipinti come mezzo per ricordarlo a più persone possibile. Voglio attirare l’attenzione sulla questione femminile del mio paese con dipinti che riflettono le donne afghane ovunque.

Shamsia Hassani

Prima donna street artist dell’Afghanistan

Attraverso i suoi disegni, Shamsia Hassani vuole urlare al mondo il suo messaggio. L’ arte di strada è il mezzo attraverso il quale riesce ad esprimersi ed è diventata in poco tempo, la prima donna street artist dell’Afghanistan. I suoi murales realizzati sui muri di Kabul, risparmiati ai bombardamenti, da quando i talebani hanno ripreso il potere, sono stati in parte distrutti in parte coperti. I suoi disegni stilizzati raffigurano spesso una donna con il viso scoperto rivolto verso l’alto, come segno di coraggio e determinazione. La donna non ha mai la bocca e ha sempre gli occhi chiusi, perché gli uomini glieli hanno tolti. Ciò non significa però che non abbia cose da dire o cose da guardare. Con sé porta sempre uno strumento musicale o un fiore, simbolo di speranza.

Se molte persone dalla mente chiusa si mettono insieme possono diventare molto forti e possono decidere per gli altri ogni cosa. Generalmente quando inizio a lavorare osservo cosa succede attorno a me e come la gente mi guarda. E’ per questo motivo che cerco di concludere il mio lavoro velocemente. A volte sono stata obbligata a lasciarlo incompiuto. Mi sarebbe piaciuto usare muri grandi di grandi edifici come tele di un quadro, ma non ho mai potuto farlo perché avrei avuto bisogno di troppo tempo.

Shamsia Hassani

Hassani ha rifiutato l’aiuto degli Stati Uniti, che le avevano offerto accoglienza. L’artista ha preferito rimanere in Afghanistan, dove attualmente vive, anche se in un luogo segreto e al sicuro. Sulla sua testa intanto incombe una taglia ed è anche per questo che la sua voce, attraverso i suoi dipinti,deve andare lontano.

La mostra sarà presente nella biblioteca di Donnas fino al 29 aprile 2022.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: