Camping Lago San Michele, i resti di estati canavesane..che non ci sono più

La macchina fotografica di Servanel ha catturato lo stato di abbandono dell’area Camper del lago San Michele.

Situato nel Canavese, appartenente al comune di Ivrea, in prossimità del Parco della Polveriera, il lago è uno dei 5 eporediesi molto noti nella zona. Ci sono anche infatti Sirio, Nero, Pistono e Campagna. Alla bellezza mozzafiato dello specchio d’acqua, formatosi con il ritiro del ghiacciaio Balteo, immerso nell’armonia della natura e sovrastato dal monte Stella, dove sorge l’omonimo santuario, fa capolino la mano dell’uomo, attraverso le ormai fatiscenti strutture private, inghiottite dal tempo e dalla vegetazione, che giustamente si riprende lo spazio che le apparteneva, avvilito però dal cemento.

Il camping del Lago San Michele ha avuto decisamente giorni migliori, ma allo stato attuale non è che un accumulo di rovine e di spazzatura.

Quelle estati indimenticabili sul lago

Quel passato che ormai non c’è più e che vive nei ricordi di chi l’ha vissuto, ha lasciato il posto al degrado, alle porte rotte, ai rifiuti di plastica aggrovigliati nell’erba alta. Costruito nei primi anni Sessanta, il complesso fu poi venduto negli anni Settanta, per passare ad un nuovo proprietario nel 2005, che non l’ha più riaperto. Da molto tempo l’area non è più funzionante, ma quei locali, oggi appartenenti ai fantasmi dell’incuria, hanno invece brillato, tra la musica e le risate spensierate dei canavesani e non solo. Il campeggio del Lago San Michele, che si differenzia dalle sponde del lago perché demaniali, è stato anche meta turistica internazionale, con persone provenienti da varie parti d’Europa. Attraverso l’obiettivo, Vito Servanel racconta la storia di questo luogo, arricchita dalle testimonianze raccolte sui social.

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Vito Servanel Urbex

Tra queste spicca l’indimenticabile pista da ballo sulla terrazza, dove durante l’estate è stata scenario di molti incontri romantici e allegri. “Le pizze servite sul tagliere in legno cucinate da Hugo.. Chi si ricorda il pranzo del matrimonio.. Le gare di pesca.. Il juke box negli anni 80.. La musica live e il jazz club con musicisti di alto pregio.. Si racconta anche dell’ affitto delle barche a remi.. ” aggiunge il fotografo Urbex, che sottolinea: “Il campeggio era di uno splendido verde, ricco di fiori. Qualcuno racconta di una grotta, oramai non più visibile, nascosta fra la fitta boscaglia.”

A parlare oggi però sono le cose lasciate lì, a loro stesse. Ci sono anche due roulette mezze distrutte, simboli di questo luogo: se ne stanno immobili, sovrastati dall’ erba, come carcasse di animali. Spunta a sorpresa anche un carrello della spesa.

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